Riforma reclutamento

Il MUR progetta un regime transitorio del “tutti contro tutti” mentre bandisce RTDA per 250 milioni. Incompetenza o cinismo?

Mentre il Parlamento cancella la figura del RTDA nella riforma del reclutamento universitario, la Ministra, con il Decreto del 10 agosto 2021, stanzia e riparte 250 milioni a valere sui fondi PON per bandire posizioni di RTDA sulle tematiche dell’innovazione e della sostenibilità ambientale: è evidente l’illogicità e l’incongruenza di una tale scelta che, nel momento in cui tutto il mondo della ricerca concorda sulla necessità di eliminare il cd. doppio binario dei contratti da ricercatore, impegna una poderosa mole di risorse, sconosciute al finanziamento ordinario della ricerca dell’ultimo decennio, che finirà per alimentare una bolla di precariato destinata, fin d’ora, a innestarsi su un binario morto.

A un passo dalla riforma del reclutamento, il nostro commento

La VII Commissione Cultura della Camera licenzierà nei prossimi giorni la proposta di riforma del reclutamento universitario che passerà poi all’Aula per la discussione e la votazione. Al momento, il testo in discussione in Commissione - nella sua ultima versione circolata negli ultimi giorni - accoglie alcune proposte classiche dell’ADI. Tuttavia, non vengono affrontati i problemi più rilevanti.  Per questo, abbiamo formulato le nostre proposte emendative che abbiamo sottoposto ai parlamentari della Commissione più attenti ai temi che ci riguardano. Leggi il nostro commento.

L'ADI incontra la Ministra Messa: sul tavolo proroghe, riforma del dottorato e reclutamento

Il 22 aprile scorso, l’ADI, nelle persone del segretario nazionale Luca Dell’Atti e del membro della Segreteria e rappresentante delle dottorande e dei dottorandi in CNSU e CUN Giuseppe Naglieri, ha incontrato la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa.
Nel corso del colloquio, durato circa un’ora, sono stati toccati temi sui quali l’ADI sta portando avanti le proprie campagne: la necessità di una proroga per le dottorande e i dottorandi dei cicli 34 e 35 (in attesa di misure relative al ciclo 36) nonché per gli assegnisti e le assegniste, la riforma del dottorato, il reclutamento universitario.

Gli assegni di ricerca nuovamente rendicontabili in Horizon 2020: un sospiro di sollievo che non cancella l’emergenza per i giovani ricercatori

Il Ministro Giannini ha presentato la riammissione di assegni di ricerca, co.co.co e co.co.pro. tra le spese rendicontabili dei progetti finanziati da Horizon2020 come un risultato importante. In realtà si tratta dell’ennesimo escamotage, in grado di dare un sollievo momentaneo ma non di cambiare la condizione emergenziale vissuta da migliaia di giovani ricercatori italiani.

Se da una parte consentirà a molti precari della ricerca di prolungare la presenza nell’Università e continuare a svolgere il lavoro che amano, dall’altra manifesta una preoccupante assenza di volontà da parte del Governo di intervenire in maniera sistematica per ridefinire la filiera del reclutamento accademico.

Un intervento di questo tipo dovrebbe partire proprio dal superamento delle figure originariamente (e giustamente!) dichiarate inammissibili dall’Europa, figure caratterizzate da un trattamento stipendiale indegno, prive di diritti e di tutele previdenziali – la pervicace negazione della DIS-COLL agli assegnisti, da parte del Governo e del Parlamento, rimane un chiaro indicatore della considerazione che attualmente molte forze politiche hanno del lavoro di ricerca.